Meditare disegnando
Contattare la nostra creatività, lasciare sbocciare la nostra essenza
Meditare dipingendo mandala
Esprimere chi siamo attraverso forme e colori
L’interesse verso il mandala come forma simbolica, la sua storia, le sue origini, mi interessano da sempre.
In un lontano viaggio in Nepal tra i mille templi presenti ovunque, ho toccato toccato con mano la meraviglia dei mandala impermanenti, la loro costruzione, la preghiera che l’accompagna e la loro distruzione.
Tornata a Roma, dove allora abitavo, ho iniziato a coltivare dentro di me il desiderio di saperne di più di quella pratica meditativa così vicina al mio sentire. Casualmente ho incontrato, dietro casa mia, un monaco tibatano con il quale parlando ho saputo che, su richiesta, teneva corsi per insegnare a costruire mandala tibetani. Non ci è voluto molto a convincermi, due giorni dopo ero con lui con compasso e matita in mano.
Mi sono ancora una volta appassionata, o forse lasciare ipnotizzare da quelle forme, dal loro significato simbolico. Ho continuato ad alimentare questo interesse, e nel tempo ho lavorato anche con altri insegnanti con altre modalità di espessione della forma mandalica. Tutte esperienze che, partendo dal cerchio, portano in profondità dentro di noi, all’osservazione interiore, all’autoesplorazione.
Partitendo dalle tecniche ricevute sono arrivata a mettere a punto un mio metodo di insegnamento. Partendo da un fogio bianco, aiutata dal compasso, traccio forme inizialmente geometriche che, lentamente, prendono la forma delle mie emozioni, dei miei desideri e visioni.
Un percorso in uno stato di presenza, meditazione e attenzione …!
Per completare un mandala, molte volte, impiego mesi ed ovviamente ognuno di essi è in unica copia, dedicata a quell’attimo su cui si poggia l’ispiriazione, il mio cammino verso me in quel momento.
Creare un mandala
è una meditazione creativa
che ci mette sul cammino
della nostra guarigione spirituale.
La pittura del mandala è una pratica spirituale di apertura alla nostra parte divina, unica e creatrice.
Da essa, ci apriamo a noi stessi attraverso il fluire dei colori, delle forme e dei pensieri che, tutto pian piano, in questa esperienza si trasforma, e, man mano che lasciamo spazio all’espressione entriamo in contatto con quella parte di noi che sa senza sapere.
Meditare e dipingere è un unico movimento, l’uno sostiene l’altro, tutto fluisce, la vibrazione dei colori che scorrendo da dentro a fuori e da fuori a dentro ci manifestano qualcosa di nuovo, leggero, vero, profondamente nostro.
Se vuoi creare il tuo mandala/talismano personale, propongo sia sessioni individuali che incontri di gruppo, entrambi mirati all’autoesplorazione. Lavoreremo in modo semplice e progressivo, ognuno con il proprio tempo, seguendo quello che viene, insieme.
Dipingere Mandala
Dal silenzio dipingo il momento
Tra i mandala che propongo qui sotto, quale ti attrae? Quale ti ispira?
Ogni mandala ha una sua sua energia, una sua personalità. A volte nasce da una richiesta di realizzazione a tema, in altri casi dalla silenziosa richiesta della nostra anima di elaborare una situazione nella quale ci siamo incastrati. Il mandala ci accompagna, ci da nuovi spunti pe r una nuova visione e ci guida nella nostra trasformazione.
Ogni Mandala nasce in un determinato periodo, segue il suo corso, un suo tempo. Racconta un fatto, una vicensa, unn’emozione o uno stato d’animo, a volte mio, altre di altri.
Ogni mandala è ispirato a qualche evento che mi circonda in quell’istante, sia dedicato a me, o ad altri, prende forma, e, nel suo percorso di costruzione, mi stimola a trovare gli elementi di figura più allineati alla sua storia.
Ogni Mandala nasce in un determinato periodo, segue il suo corso, un suo tempo. Racconda un fatto, una vicensa, unn’emozione o uno stato d’animo, a volte mio, altre di altri.
Ogni mandala è ispirato a qualche evento che mi circonda in quell’istante, sia dedicato a me, o ad altri, prende forma, e, nel suo percorso di costruzione, mi stimola a trovare gli elementi di figura più allineati alla sua storia.
Laboratorio creativo e luogo di incontro
Meditare dipingendo
La pittura botanica ad acquerello è una tecnica che richiede precisione, pazienza e sensibilità. Si tratta di riprodurre con fedeltà le forme, i colori e i dettagli delle piante, usando l’acqua come mezzo per diluire e sfumare i pigmenti. Ecco alcuni passaggi fondamentali per realizzare un dipinto botanico ad acquerello:
- Scegliere il soggetto da dipingere, preferibilmente una pianta fresca e in buone condizioni, e osservarne attentamente le caratteristiche morfologiche, come il numero e la disposizione dei petali, le venature delle foglie, i frutti e i semi.
- Preparare il materiale necessario, come la carta da acquerello, i colori, i pennelli, il portamine, la gomma, il righello, il compasso e il calco. La carta da acquerello deve essere di buona qualità, spessa e ruvida, per assorbire bene l’acqua e i colori. I colori devono essere trasparenti e brillanti, e si possono usare sia in tubetto sia in pastiglia. I pennelli devono essere morbidi e flessibili, di varie dimensioni e forme, e si possono usare sia di martora sia sintetici. Il portamine serve per disegnare lo schizzo preliminare, che deve essere leggero e preciso. La gomma serve per cancellare eventuali errori. Il righello, il compasso e il calco servono per misurare e trasferire le proporzioni del soggetto sulla carta.
- Disegnare lo schizzo preliminare, seguendo le linee guida della composizione e dell’impaginazione. Si può usare il metodo del calco, che consiste nel posizionare la pianta su un foglio trasparente e tracciarne i contorni con il portamine. Poi si trasferisce il disegno sulla carta da acquerello, usando la luce di una finestra o di una lampada. Si può anche usare il metodo del righello e del compasso, che consiste nel misurare le dimensioni e le distanze delle varie parti della pianta e riportarle sulla carta con il portamine. Si deve fare attenzione a non premere troppo il portamine, per evitare di lasciare segni difficili da cancellare.
- Iniziare a dipingere con i colori, partendo dalle zone più chiare e procedendo verso quelle più scure. Si deve usare la tecnica del bagnato su bagnato, che consiste nel bagnare la carta con l’acqua e poi applicare il colore, lasciando che si diffonda e si mescoli con gli altri. Si deve usare la tecnica dell’asciutto, che consiste nel applicare il colore su una carta asciutta, per creare i dettagli e le sfumature. Si deve usare la tecnica del velatura, che consiste nel sovrapporre strati di colore trasparente, per creare la profondità e il volume. Si deve usare la tecnica del pennellata, che consiste nel tracciare linee sottili e precise con il pennello, per creare le venature e le texture. Si deve usare la tecnica del lifting, che consiste nel rimuovere il colore con un pennello asciutto o con un fazzoletto di carta, per creare le luci e i riflessi.
- Finito di dipingere, si deve lasciare asciugare bene il dipinto e poi firmarlo con il proprio nome e la data. Si può anche aggiungere il nome scientifico della pianta, usando la nomenclatura binomiale di Linneo. Si può anche aggiungere una scala di riferimento, per indicare le dimensioni reali della pianta.
Se vuoi approfondire la tecnica della pittura botanica ad acquerello, ti consiglio di consultare questi siti web:
- Scuola di Pittura Botanica ad Acquerello, dove puoi trovare informazioni sui corsi online e in presenza, tenuti da una pittrice botanica di fama internazionale.
- Dipingere ad acquerello per principianti: Come fare 7 fiori facili e bellissimi, dove puoi vedere un video tutorial che ti mostra come dipingere sette fiori ad acquerello, con spiegazioni passo per passo.
- Top 5 libri sulla pittura ad acquerello, dove puoi trovare una selezione di libri che ti insegnano le basi e i segreti della pittura ad acquerello, con esempi e consigli pratici.
- Pittura botanica ad acquerello, dove puoi acquistare un libro che contiene studi e dipinti di piante ad acquerello, realizzati da una famosa pittrice botanica, con indicazioni sulle tecniche e i materiali usati.
